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Il progetto come libertà di pensiero

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La paura

il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo

Svegliami a Primavera

…ho Paura ad aprire gli occhi.

..https://forward.recentiprogressi.it/it/rivista/numero-21-cambiamenti/articoli/benvenuti-nelleta-delle-incertezze/

…IO MI FIDO DI TE

…la Natura sorride alle avversità e le prende per mano.

…perchè l’albero di Natale si fa Oggi ?

https://www.studentville.it/divertirsi/albero-di-natale-perche-e-un-abete-e-perche-si-fa/

…quel profumo di aghi di pino, che resta appeso ai nostri ricordi … quel fissare una pallina mentre la si appende … quei ricordi che riaffiorano solo a Natale

…questo Natale che albero farò ?

…una fantasia d’albero

…tendo dei fili di corda misti a quelli di acciaio dall’alto di una piantana, fino ad abbracciare il tavolino che ho davanti…

….et Voilà !

..mi pare che a parte la base quadrata…ci siamo

ecco il mio albero di Natale !

emissioni CO2 e cambiamenti climatici

STIAMO VIVENDO PRESERVANDO LA QUALITA’ DELLA NOSTRA VITA ?

ALGHERO SABATO 13 NOVEMBRE
  1. MEDITIAMO SUL NOSTRO STILE CONSUMISTICO
FACCIAMO LAVORARE IL CORPO RIDUCENDO LE COMODITA’

IMPEGNAMOCI NEL RICICLARE TUTTO ELIMINANDO TUTTO CIO’ CHE NON E’ SANO

https://www.pinterest.it/amp/pin/453667362437630871/

Quali sono i momenti più belli della pratica della Architettura ?

...qual’è la fonte di ispirazione per un’ idea in Architettura ?

…riuscire a combinare gli oggetti che hai davanti agli occhi, fino a creare una composizione che rispecchi l’idea progettuale…

Ogni ispirazione è differente, ma un filo conduttore lega il mio modo di operare…trovare una soluzione progettuale con la velocità di un tempo di posa, che non è velocità, ma cogliere lo scatto perfetto dell’ambiente, nella sua forma migliore.

Cosa intende per riuscire a combinare gli oggetti davanti agli occhi?

Il progetto è una creazione di un volume e qualsiasi oggetto davanti a noi è tale;

durante la composizione progettuale, ho davanti agli occhi degli oggetti di dimensioni assai ridotte, rispetto alle dimensioni di un ambiente che devo progettare.., e allora che faccio ? , ne aumento il volume fino a raggiungere quello che meglio si presta alla soluzione che sto studiando.

Se guardiamo intorno a noi, all’ aperto o al chiuso, può capitare di notare degli oggetti disposti secondo un ordine gradevole, i più disparati, dei panni stesi al sole, le ombre che la nostra sagoma disegna nell’asfalto o dei libri con delle penne poggiati su un tavolo, tutti possono essere immaginati come volumi da ingrandire fino ad ottenere una dimensione utile e funzionale per lo spazio che ci troviamo a progettare.

Progettare è dare volume ad un disegno armonico e gradevole, che già esiste.

Nel caso di una ristrutturazione di un ambiente, il cui contenitore esiste già, si tratterà di disporre i nostri oggetti in armonia col disegno iniziale…

Perchè è sempre più difficile vedere delle belle soluzioni progettuali ?

Forse la causa è da riscontare in una sorta di “pigrizia progettuale” che il mondo dell’architettura sta attraversando, alla ricerca di una progettazione che lasci l’impronta comunque nella città, trascurando il più delle volte il concetto di Armonia

E’ vero che Gaudì, nella ristrutturazione della casa Battlò, sconvolse completamente il suo disegno iniziale, imponendosi con linee curve e completamente differenti da quello che era il disegno iniziale della palazzina, ma l’armonia della composizione progettuale, ha fatto si che la sua ristrutturazione, diventasse un “trait d’union” fra i due attigui edifici esistenti.

Di quale Architetto del passato avrebbe voluto indossare i panni?

Di tanti Architetti del passato, di quelli che curavano la realizzazione dell’opera, tanto quanto la progettazione…, una realizzazione architettonica è una creatura che va seguita passo per passo.

…ancora una manciata di giorni e si ritorna a Scuola

…in questi giorni il tema caldo è il rientro a scuola e la maggior parte dei sistemi informativi, evidenzia la necessità del ritorno in presenza….

…ma siamo realmente pronti a ripartire ?

Abbandoniamo qualsiasi tipo di critica sterile e lasciamo il passo, alla voglia di fare Scuola.

La DAD, ha cambiato il modo di insegnare, ma sopratutto ha reso ancor più obsolete le nostre strutture scolastiche, anche se alcuni insegnanti soffrono lo stress del non poter effettuare le verifiche in presenza e ritengono la lezione a distanza una sorta di perdita di tempo…

Perchè non immaginare la scuola come un luogo di incontro dove gli studenti si interfacciano con i docenti, anche attraverso la loro ricerca ?

La soglia d’attenzione durante le lezioni frontali è sempre più bassa, poco più di mezz’ora, perchè non mettere in pratica le capacità dei singoli alunni, impegnandoli nell’attività di ricerca ? Si evidenzierebbero così le singole peculiarità e si spronerebbero nelle loro individualità.

Metodi educativi tipo quello “Montessoriano”, sarebbero capaci di sviluppare negli alunni, non solo le abilità cognitive, ma sopratutto personali e sociali, oltrettutto sempre più richieste in ambito lavorativo.

Se si vuole attuare una rivoluzione metodologico-didattica, occorrerà agire per un cambiamento delle scuole secondarie superiori, in luoghi in cui i futuri cittadini possano integrarsi nel contesto sociale, senza difficoltà; i futuri diplomati sarebbero dotati non solo di un sapere, che è e sarà alla base di tutto, ma anche di quella “intelligenza intuitiva”, richiesta dal mercato del lavoro, in continua evoluzione.

Nel Piano del Consiglio europeo, si afferma, che è “necessario aumentare l’attrattività della professione di docente e rivalorizzarla “; questo aspetto però entra in contrasto con una realtà oggettiva, che è quella dell’invecchiamento del corpo docente.

Forse ci si potrebbe avvelere della grande risorsa, in termini di professionalità, dei docenti Senior, che di supporto a quelli junior, potrebbero coniugare i modi di lavorare, riportando attraverso l’esperienza e l’innovazione, la scuola al passo coi tempi.

E come risolvere lo Spazio Scuola ?

Nella prospettiva che la pandemia si risolva organizzando gli ambienti scolastici in dipartimenti, nei quali curare gli arredi secondo il settore di specializzazione, si consentirebbe una più adeguata fruizione degli spazi della scuola.

Prima della chiusura del primo lockdown, la mia Scuola ha sperimentato questo metodo di lavoro e gli alunni hanno dimostrato di avere una elevata capacità autogestionale, evidenziando inoltre il bisogno di cambiare fisicamente lo spazio fisico di apprendimento, durante la mattina di lavoro.

PROGETTO DI UNO SPAZIO ESTERNO

Il progetto è stato realizzato in località Torralba ( Sassari)

Consiste nella progettazione di uno spazio esterno di una casa indipendente.

Lo spazio esterno era scollegato funzionalmente, non era fruibile e presentandosi chiuso sui tre lati, era di difficile vivibilità, sopratutto durante la stagione estiva .