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Il progetto come libertà di pensiero

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Progetto di una residenza di lusso

Descrizione del Progetto

L’idea di residenze di lusso, nella mia fantasia è stata da subito quella di immaginarla come capace di esprimere nella sua forma esterna, le caratteristiche di, unicità, eleganza e funzionalità. Così da subito ho voluto evidenziare tutti gli elementi compositivi, ad iniziare dalla imponente scala di collegamento delle residenze dei due piani superiori, che con la sua linea curva, funge da cerniera fra le varie parti della struttura e così anche l’elemento di copertura, reso funzionale, grazie all’ampio tetto giardino di pertinenza delle residenze dell’ultimo piano, che contribuisce ad evidenziare il carattere di funzionalità dell’intera struttura. L’elemento scala è concepito aperto nei lati curvi, che può essere immaginato chiuso con elementi vetrati precari, tali da non essere computati come aumento della superficie utile. La posizione delle scale inoltre è stata concepita in un punto strategico, così da rendere possibile la suddivisione della struttura in due appartamenti per piano.

La suddivisione funzionale dei singoli appartamenti ha seguito le linee guida dettate dalla committenza e sono presenti diverse soluzioni per piano.

Ristrutturazione e cambio di destinazione d’uso di un immobile

…uno Studio professionale diventa un monolocale, dotato di ogni confort.

QUESTA ERA LA SOLUZIONE INIZIALE
UNO STUDIO PROFESSIONALE, COMPOSTO DA DUE STANZE, UN BAGNO E UNA PICCOLA SALA D’ATTESA

La richiesta dei clienti era quella di trasformare lo studio in un monolocale e dopo aver analizzato assieme le problematiche relative alla fattibilità, abbiamo lavorato sulla soluzione più congeniale, arrivando a questa soluzione:

LA SOLUZIONE PREVEDE UN INGRESSO, CHE FUNGE DA ANTIBAGNO, UNA ZONA LETTO DELIMITATA DA UN ARMADIO- LIBRERIA DIVISORIO, CHE PERMETTE DI DELIMITARE GLI AMBIENTI, MA CHE AL CONTEMPO PERMETTE IL RICAMBIO D’ARIE E DELLA LUCE NELLA ZONA LETTO, INFINE IN PROSSIMITA’ DELLA PARETE FINESTRATA SI E’ PREVISTO DI POSIZIONARE LA CUCINA CON SALA PRANZO E ANGOLO RELAX.
BUONA VISIONE

Primavera, forme, bellezze e colori…

…la Natura, da grande Artista quale è, nell’anticipare la Primavera, ci richiama a recuperare l’entusiasmo, con il quale dare colore alla nostra quotidianità.

…ogni attimo della nostra vita è unico e irripetibile e così lo stesso angolo, lo stesso tavolino, la stesso arredo della nostra casa, se osservati durante l’intero arco della giornata, modificano e si rinnovano nei colori e nelle sfumature, regalandoci la percezione di un cambiamento dei nostri ambienti e del nostro vissuto.

La Natura così ci insegna a leggere l’importanza delle sfumature e dei particolari; a volte all’interno della nostra casa, regna la FISSITà degli ambienti nei quali pervade la monotonia e allora che fare … ?

Ascolta la natura…, perchè le sue luci, i suoi attimi i suoi profumi…, le sue forme…ti consentiranno di dare ad ogni angolo della tua casa e ad ogni oggetto la giusta collocazione;

Ti è mai capitato di acquistare un oggetto e di collocarlo su un mobile..?, nell’osservarlo inizialmente e continuamente, lo sposterai fino a quando, le diverse ombre renderanno merito alla sua forma e così allora sceglierai il posto congeniale necessario a valorizzare tutto ciò che ha accanto.

…questo è dare “Vita alla Vita” !

…la Sardegna, offesa da costruzioni che non si sposano con la Natura

…se guardiamo il territorio Sardo, con gli occhi di un uccello in volo, scorgiamo un luogo variegato, composto da una parte orientale, costituita da diversi gruppi montuosi a tratti aspri e molto ripidi e da una parte occidentale caratterizzata dalla prevalenza di zone collinari.

La morfologia del territorio Sardo, si presta in maniera particolarmente ideale alla progettazione di bio-architetture, riuscendo creare un continuum armonico di grande effetto.

Il video è frutto di una raccolta di lavori, realizzati da diversi Architetti in Sardegna ed in altre parti del mondo e il mio intento vuole essere quello di cercare di evidenziare dei modelli da perseguire per progettare impattando meno sulla Natura.

Questo modo di Progettare, riconcilierebbe l’Uomo con la Natura..

La Musica delle parole

A volte sembra difficile cambiare punto di vista,

                                                                           altre lo facciamo senza rendercene conto; il risultato è disarmante

Con l’avvento dei social e della multimedialità, assistiamo ad un  fenomeno di isolamento  sociale, che interessa diverse persone, ma dove sta la differenza tra una relazione online o in presenza ?

Insegno da trenta anni nella scuola superiore e in questi anni ho cercato di interagire con i ragazzi avvalendomi di tutti gli strumenti necessari per interagire  con loro, il  linguaggio fatto di espressioni del corpo, di sguardi e gestualità, che molte volte mi ha aiutato a capire meglio quelli che erano i loro bisogni, rispondendo a volte a domande interpretate e non realmente illustratomi…, tutto questo, penso che abbia limitato la loro capacità di espressione, perché involontariamente ho contribuito a non stimolarli più nel cercare  le parole adatte a  domandare una qualcosa di preciso.

Da una ricerca fatta su degli studenti liceali, nell’arco temporale di 50 anni, si è evinto che il numero dei vocaboli conosciuti dagli stessi, sia sensibilmente diminuito, passando da circa 1600, intorno agli anni 70, per arrivare a circa 600/700 negli anni ’90, fino ad arrivare ai giorni nostri, ad un numero sensibilmente più basso, pari a circa 300 parole.

Solitamente si attribuisce il  principio di questo fenomeno all’avvento degli sms in principio, poi delle chat via internet, per finire poi sui  social, ma che ruolo abbiamo avuto noi educatori, nei confronti dei ragazzi che ogni giorno di più perdevano l’uso e la padronanza della propria lingua? Abbiamo contribuito ad incrementare atteggiamenti impulsivi che non hanno bisogno di un linguaggio ? Abbiamo contribuito a ridurre il numero delle parole nel loro vocabolario? Abbiamo confuso le loro idee facendo credere loro che l’emozione sia un fenomeno naturale che non richiede competenze emotive ? Che per formulare un pensiero non siano necessario conoscere tante parole?

Perchè se è vero che  molti studiosi concordano sul fatto che dall’ottanta al novanta percento dell’informazione che riceviamo viene comunicata non solo non verbalmente, ma si verifica al di fuori della nostra consapevolezza (Hall 1968; Ting-Toomey 1999, ecc.);e “circa l’80% delle informazioni che raggiungono la corteccia cerebrale passa dall’occhio, solo l’11% dall’orecchio” (Balboni 2007, p. 57). L’interazione è quindi costituita, oltre che dal linguaggio verbale, anche da comportamenti, atteggiamenti, espressioni, gesti, ecc.

Di conseguenza noi abbiamo mancato nel nostro modo di  trasmettere alle nuove generazioni la vera Cultura del tramandare la storia dei propri avi, le proprie conoscenze, la Cultura che è fatta anche di tante parole;  e per quanto detto potremo fare tutto questo  attraverso diversi modi, il racconto, la lettura o il dialogo….

Perchè il pensiero sarà tanto più profondo e stimolante, quanto più saranno le parole utilizzate per raccontarlo.

E forse per raccontare un pensiero non ci si dovra’ guardare negli occhi,
perché l’ascolto sarà l’unico senso attivato,
capace di saper ascoltare anche la punteggiatura.