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Il progetto come libertà di pensiero

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Categoria: Travel

Primavera, forme, bellezze e colori…

…la Natura, da grande Artista quale è, nell’anticipare la Primavera, ci richiama a recuperare l’entusiasmo, con il quale dare colore alla nostra quotidianità.

…ogni attimo della nostra vita è unico e irripetibile e così lo stesso angolo, lo stesso tavolino, la stesso arredo della nostra casa, se osservati durante l’intero arco della giornata, modificano e si rinnovano nei colori e nelle sfumature, regalandoci la percezione di un cambiamento dei nostri ambienti e del nostro vissuto.

La Natura così ci insegna a leggere l’importanza delle sfumature e dei particolari; a volte all’interno della nostra casa, regna la FISSITà degli ambienti nei quali pervade la monotonia e allora che fare … ?

Ascolta la natura…, perchè le sue luci, i suoi attimi i suoi profumi…, le sue forme…ti consentiranno di dare ad ogni angolo della tua casa e ad ogni oggetto la giusta collocazione;

Ti è mai capitato di acquistare un oggetto e di collocarlo su un mobile..?, nell’osservarlo inizialmente e continuamente, lo sposterai fino a quando, le diverse ombre renderanno merito alla sua forma e così allora sceglierai il posto congeniale necessario a valorizzare tutto ciò che ha accanto.

…questo è dare “Vita alla Vita” !

…la Sardegna, offesa da costruzioni che non si sposano con la Natura

…se guardiamo il territorio Sardo, con gli occhi di un uccello in volo, scorgiamo un luogo variegato, composto da una parte orientale, costituita da diversi gruppi montuosi a tratti aspri e molto ripidi e da una parte occidentale caratterizzata dalla prevalenza di zone collinari.

La morfologia del territorio Sardo, si presta in maniera particolarmente ideale alla progettazione di bio-architetture, riuscendo creare un continuum armonico di grande effetto.

Il video è frutto di una raccolta di lavori, realizzati da diversi Architetti in Sardegna ed in altre parti del mondo e il mio intento vuole essere quello di cercare di evidenziare dei modelli da perseguire per progettare impattando meno sulla Natura.

Questo modo di Progettare, riconcilierebbe l’Uomo con la Natura..

La Musica delle parole

A volte sembra difficile cambiare punto di vista,

                                                                           altre lo facciamo senza rendercene conto; il risultato è disarmante

Con l’avvento dei social e della multimedialità, assistiamo ad un  fenomeno di isolamento  sociale, che interessa diverse persone, ma dove sta la differenza tra una relazione online o in presenza ?

Insegno da trenta anni nella scuola superiore e in questi anni ho cercato di interagire con i ragazzi avvalendomi di tutti gli strumenti necessari per interagire  con loro, il  linguaggio fatto di espressioni del corpo, di sguardi e gestualità, che molte volte mi ha aiutato a capire meglio quelli che erano i loro bisogni, rispondendo a volte a domande interpretate e non realmente illustratomi…, tutto questo, penso che abbia limitato la loro capacità di espressione, perché involontariamente ho contribuito a non stimolarli più nel cercare  le parole adatte a  domandare una qualcosa di preciso.

Da una ricerca fatta su degli studenti liceali, nell’arco temporale di 50 anni, si è evinto che il numero dei vocaboli conosciuti dagli stessi, sia sensibilmente diminuito, passando da circa 1600, intorno agli anni 70, per arrivare a circa 600/700 negli anni ’90, fino ad arrivare ai giorni nostri, ad un numero sensibilmente più basso, pari a circa 300 parole.

Solitamente si attribuisce il  principio di questo fenomeno all’avvento degli sms in principio, poi delle chat via internet, per finire poi sui  social, ma che ruolo abbiamo avuto noi educatori, nei confronti dei ragazzi che ogni giorno di più perdevano l’uso e la padronanza della propria lingua? Abbiamo contribuito ad incrementare atteggiamenti impulsivi che non hanno bisogno di un linguaggio ? Abbiamo contribuito a ridurre il numero delle parole nel loro vocabolario? Abbiamo confuso le loro idee facendo credere loro che l’emozione sia un fenomeno naturale che non richiede competenze emotive ? Che per formulare un pensiero non siano necessario conoscere tante parole?

Perchè se è vero che  molti studiosi concordano sul fatto che dall’ottanta al novanta percento dell’informazione che riceviamo viene comunicata non solo non verbalmente, ma si verifica al di fuori della nostra consapevolezza (Hall 1968; Ting-Toomey 1999, ecc.);e “circa l’80% delle informazioni che raggiungono la corteccia cerebrale passa dall’occhio, solo l’11% dall’orecchio” (Balboni 2007, p. 57). L’interazione è quindi costituita, oltre che dal linguaggio verbale, anche da comportamenti, atteggiamenti, espressioni, gesti, ecc.

Di conseguenza noi abbiamo mancato nel nostro modo di  trasmettere alle nuove generazioni la vera Cultura del tramandare la storia dei propri avi, le proprie conoscenze, la Cultura che è fatta anche di tante parole;  e per quanto detto potremo fare tutto questo  attraverso diversi modi, il racconto, la lettura o il dialogo….

Perchè il pensiero sarà tanto più profondo e stimolante, quanto più saranno le parole utilizzate per raccontarlo.

E forse per raccontare un pensiero non ci si dovra’ guardare negli occhi,
perché l’ascolto sarà l’unico senso attivato,
capace di saper ascoltare anche la punteggiatura.

“Il fascino del soppalco…”

…perchè quando ci troviamo a visitare un locale che ha dei soffitti alti, proviamo un senso di smarrimento ?

… vi è mai capitato di entrare in un grande magazzino ed avere la sensazione di “testa leggera?”, oppure visitare una piccola boutique e sentirvi sereni e avvolti dall’ambiente che vi circonda ?

…il mio pensiero è che cerchiamo continuamente un rifugio, dove poterci sentire un tutt’uno con ciò che ci circonda, senza doverci concentrare a trovare i confini materiali dello spazio in cui ci troviamo; un ambiente avvolgente, a mio parere, ci fa star meglio.

E così, anche un soffitto più vicino a noi, ci restituisce una sensazione più vicina alle nostre dimensioni, più palpabile, più nostra; se la nostra abitazione ha un soffitto lievemente superiore ai 2,70 m., magari intorno ai 3,00m., è facile creare un ambiente dove poterci rifugiare, sdraiati su un comodo materasso e al contempo, nella parte inferiore, ritagliare uno spazio di lavoro che favorisca la concentrazione dentro uno spazio funzionale…

LA STANZA DENTRO LA STANZA

…In una stanza delle dimensioni di circa 4,00m x 4,00m, scegliete lo spigolo, dove poter far nascere il vostro soppalco, si preferisce uno spigolo, così da poter incernierare le travi al muro, così da evitare il più possibile elementi verticali ( pilastrini), che scaricano il peso sul solaio.

..Vediamo qua sotto un esempio…, immaginiamo una stanza delle dimensioni di circa 4,00m x 4,00 m.,

SCHIZZO AMBIENTE

….è preferibile destinare una dimensione di 2,00m x 2,00m., così avere uno spazio utile per accogliere un letto matrimoniale, nella parte superiore e dimensionalmente funzionale, nella parte sottostante.

ELEMENTI NECESSARI PER LA REALIZZAZIONE DEL SOPPALCO

Una volta presi i giusti riferimenti, vediamo il lavoro nelle sue fasi ….

PILASTRINI SUI QUALI BLOCCHERO’ LA TRAVE N°1
VISTA DALL0 SPAZIO SOTTOSTANTE IL PROSSIMO SOPPALCO
POSIZIONAMENTO PERLINE
REALIZZO UNA SCALA ARREDO PER ACCEDERE COMODAMENTE AL SOPPALCO
RISULTATO FINALE
ANGOLO STUDIO
IL SOPPALCO

LA STANZA DENTRO LA STANZA

Oggi ho sellato un cavallo di pezza

…era bello anche nudo, ma osservando le pieghe assunte da un porta documenti in pelle inutilizzato, mi è venuto in mente di realizzare per te una sella ….

Forbici, un foglio di carta per realizzare il modello di costruzione, alcuni chiodi, martello e via a smontare la piccola borsa per recuperarne la pelle…., prendo le misure e disegno sulla carta l’impronta della sella proporzionata alle tue misure e poi con dei bottoni a clip…… et voilà

…Oggi ho disegnato un sogno…

tante volte si provano sensazioni che si vorrebbero esternare, ma non si trovano le parole e allora si cercano atri mezzi per comunicare e guardando al passato, si pensa come poter dare corpo ai sogni…

…mi sveglio nel cuore della notte e interrompo il Sogno con il quale ho provato la sensazione di attraversare il mare con una barca.

Non so bene che tipo di barca fosse, forse a motore e la sensazione che provo è quella di correre veloce a pelo d’acqua, come per raggiungere l’infinito…, davanti nell’orizzonte ci sono tante altre barche, con le quali potrei entrare in collisione e allora viro verso la spazialità e la libertà …

In fretta mi alzo, doccia e colazione e poi esco per comprare dei colori, con l’intento di disegnare il mio sogno, ma niente, tutto è chiuso e in questo periodo così incerto, mi impongo di riuscire a disegnare ciò che mi suggerisce il cuore.

Afferro un vecchio barattolo di stucco secco, lo diluisco con acqua, aggiungo un fondo di colore bianco preso da un vecchio barattolo e do corpo al mio Sogno, con delle matite colorate…

… Questa è la realtà che vorrei disegnare… Ora …